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Anacapri Informazioni Generali


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panorama anacapri

Un Comune che occupa tutto il versante occidentale dell´isola

Comune di 6,3 kmq e di circa 6500 abitanti (anacapresi), occupa tutto il versante occidentale dell´isola, adagiandosi su un altopiano ai piedi del Monte Solaro. Il punto di accesso ad Anacapri è rappresentato da piazza della Vittoria, capolinea dei bus che collegano il comune con Marina Grande e punto di partenza della seggiovia che conduce alla cima del Monte Solaro. In realtà l´originaria via di accesso al comune di Anacapri era la panoramica Scala Fenicia, rampa di 881 gradini che fino al secolo scorso era l´unico collegamento tra la Marina e il comune collinare dell´isola. Dopo dei sostanziali restauri, oggi la scala è percorribile e rappresenta un occasione da non perdere per gli appassionati di trekking: si consigliano, comunque, sane ginocchia!

Villa San Michele, il monumento principale di Anacapri

Attorno piazza Vittoria si sviluppa il centro del comune che ha visto una rapida espansione abitativa negli ultimi anni del secolo scorso. Salendo una piccola gradinata ci si immette in via San Michele, stradina pedonale molto pittoresca, sulla quale si affacciano negozi di ogni genere, dai prodotti tipici alle ceramiche, dai quadri ai gioielli; in fondo a via San Michele si trova il monumento principale di Anacapri, villa San Michele: si tratta di una vasta costruzione che occupa una delle zone più panoramiche dell´isola, fatta costruire a partire dal 1896 dal medico svedese Axel Munthe. Lo stile eclettico di questo particolare edificio è arricchito dai reperti archeologici ritrovati in zona e che furono ben assemblati al resto dell´architettura; ma quello che rende ancora più preziosa ed elegante la villa è la sua mobilia: tutta una serie di mobili e suppellettili acquistati nel corso degli anni da Axel Munthe che ci danno uno spaccato del gusto del tempo in materia di arredamenti. La visita alla villa può, poi, terminare con il giardino panoramico ricco di piante provenienti da varie parti del mondo. La villa, alla morte di Munthe fu lasciata allo stato svedese che tuttora la possiede e ne organizza le attività: si tratta, dunque, di un pezzo di Svezia nel cuore dell´isola Azzurra.

Il Castello Barbarossa

Poco oltre la villa, in una zona collinare con vista sul mare, si possono ammirare i resti del Castello Barbarossa, struttura difensiva costruita nel XI per difendere l´isola dalle incursioni saracene; oggi questa struttura ospita un osservatorio permanente della fauna avicola che studia soprattutto le migrazioni degli uccelli che passano da queste parti; anche questa piccola oasi protetta fu dovuta alla volontà di Munthe, che intese proteggere gli uccelli dai cacciatori capresi. Ritornati a piazza Vittoria e andando in direzione opposta a quella presa per raggiungere villa San Michele, ci si immette in via Orlandi, altro percorso pedonale molto bello e frequentato. Al numero 42 di questa strada ci si imbatte nella Casa Rossa, costruita nel 1876 su volere del generale statunitense John Clay Mac Kowen vicino alla Torre difensiva del XVI secolo: si tratta di una eccentrica costruzione abbellita con resti archeologici di epoca romana che spicca per il colore acceso della sua facciata e la bizzarra architettura. Oggi è sede espositiva di mostre ed eventi culturali ed ospita al suo interno interessanti pezzi antiquari appartenuti al suo primo proprietario.

La chiesa di San Michele

Dopo la Casa Rossa, sulla destra, si apre il vicolo San Nicola che conduce alla omonima piazza dove svetta la facciata della chiesa di San Michele. Si tratta di una struttura progettata da Domenico Antonio Vaccaro nel Settecento, a pianta ottagonale, ma famosa soprattutto per il suo meraviglioso pavimento maiolicato, opera di Leonardo Chiaiese nel 1761: esso raffigura il Paradiso Terrestre e la Cacciata di Adamo ed Eva in una composizione che copre tutta la superficie della chiesa. Sembra di trovarsi davanti ad un enorme affresco, tanta è la cura dei particolari e la maestria esecutiva. Alle pareti spiccano, invece, tele di Paolo De Matteis e Francesco Solimena.

La villa romana di Damecuta

Proseguendo, invece, per via Orlandi e immettendosi in via Pagliaro si raggiunge la località Olivastra; da qui il passo è breve per raggiungere le rovine della villa romana di Damecuta: posta in una posizione assai panoramica, questa vasta villa fu probabilmente danneggiata in seguito all´eruzione del 79 d.C. e da allora abbandonata; oggi se ne possono ammirare le fondamenta che permettono di immaginarne la disposizione dei suoi ambienti. La parte meglio conservata risulta essere quella della loggia-belvedere e dell´ambulatio, molto simile alla analoga della villa Jovis per la sua posizione sull´orlo di un promontorio. Nelle vicinanze della villa si può anche ammirare la torre di avvistamento di Damecuta eretta nel XII secolo a scopi difensivi contro le incursioni saracene.

La vetta del Monte Solaro

Come detto da piazza Vittoria parte la seggiovia che permette di raggiungere i 589 metri del Monte Solaro; in alternativa si può raggiungere la vetta anche a piedi attraverso uno stretto sentiero che parte da via San Michele e, attraversato il boschetto che domina quella parte di isola, conduce alle fortificazioni inglesi dell´800 e quindi al santuario di Santa Maria Cetrella a quota 434 metri, risalente al XIV secolo e un tempo luogo di eremitaggio. Salendo ancora attraverso ripide rampe immerse della macchia mediterranea si raggiunge la cima del Solaro in prossimità della quale si incontrano resti di fortificazioni antiche. Il panorama da qui è davvero mozzafiato, con vista su tutta l´isola, sui golfi di Napoli, Salerno e Gaeta, sugli Appennini e le coste calabresi.

La costa occidentale di Anacapri

La costa occidentale di Anacapri è caratterizzata da Punta Carena, lingua di roccia che rappresenta il limite sud-occidentale di tutta l´isola; qui si trova il Faro, costruito nel 1866, uno dei più importanti di tutto il Tirreno e il secondo d´Italia per portata luminosa dopo la Lanterna di Genova. Sulle rocce digradanti verso il mare ci sono degli attrezzati stabilimenti balneari con ampie pedane dove prendere il sole e scalette che permettono la balneazione. La zona retrostante è dominata dal dirupo della Migliara, dove zampettano le capre selvatiche di Capri. Per raggiungere questa zona solitaria ed impervia si deve prendere la strada della Migliara che proviene dalla Scala Fenicia e proseguire per un bel tratto immerso nel verde della macchia mediterranea. Dalla zona del Faro attraverso il sentiero dei Fortini, panoramica passeggiata attraverso fiordi, sculture naturali e baie nascoste abbellite da piante rare, si può raggiungere la principale attrattiva di Anacapri, la celebre Grotta Azzurra.

La Grotta Azzurra

La Grotta Azzurra è oggi la principale attrattiva dell´isola; la si può raggiungere via bus o taxi dal centro di Anacapri, a piedi attraverso il sentiero dei Fortini, se ci si trova nei pressi del Faro, oppure via mare attraverso le barche che fanno la spola tra Marina Grande e l´ingresso della Grotta. Qui, date le scarse dimensioni dell´ingresso, alto solo 1 metro sul livello del mare, bisogna salire su piccole barche a remi che permettono l´accesso all´interno di questa vasta cavità carsica, lunga 54 metri, larga 30 ed alta 15. Appena entrati ci si trova nel Duomo Azzurro, l´ambiente più vasto della grotta; quindi c´è la galleria dei Pilastri, tre ramificazioni comunicanti che danno accesso alla Sala dei Nomi, detta così per le tante firme incise sulle rocce; l´ultimo punto accessibile dalle grotta è la Sala della Corrosione. La luce solare penetra all´interno attraverso una apertura sottomarina posta proprio sotto l´ingresso: in questo modo si crea il raggio azzurro che rappresenta la grande attrazione della grotta. Ma anche un altro straordinario fenomeno naturale rende la grotta molto particolare: se immergete un qualsiasi oggetto nelle acque esso assume tonalità argentee. Ciò è dovuto alle bolle d´aria che si attaccano alla superficie degli oggetti permettendo alla luce di uscire e dare all´oggetto stesso una colorazione argentea. Si pensa che questo luogo in epoca romana fosse maggiormente rialzato e permettesse un ingresso meno disagiato anche a piedi. Questa ipotesi fa ritenere che la grotta potesse essere un ninfeo o la piscina coperta privata della vicina villa di Ottaviano Augusto. I fenomeni di bradisismo avutisi successivamente avrebbero nascosto la grotta che fu riscoperta solo nel 1826 dal poeta August Kopish. In realtà sembra più verosimile che i capresi conoscessero già prima di quella data l´esistenza di questa cavità, ma, per ragioni propagandistiche, era più affascinante la storia di una scoperta così casuale. Dal 1826, infatti, la fama dell´isola e della sua grotta è cresciuta grazie a questa storia che ha contribuito a rendere Capri una delle località di vacanza più rinomate e frequentate del mondo.  

Le cinque cose da non perdere

1. Escursione alla Grotta Azzurra, il simbolo di Capri.

2. Ascesa in seggiovia al monte Solaro, il punto più alto dell´isola.

3. Visita alla Villa San Michele.

4. Bagno sugli scogli di Punta Carena, all´ombra del Faro.

5. Visita della Chiesa di San Michele e del suo straordinario pavimento maiolicato.

Antonio Castagliuolo

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