|
|
|
L´Area Naturale Marina Protetta "Isole di Ventotene e Santo Stefano"
Il 12 dicembre 1997 il Ministero dell´Ambiente diede vita all´istituzione dell´Area Naturale Marina Protetta "Isole di Ventotene e Santo Stefano" con cui intendeva proteggere la flora e la fauna presenti nello specchio d´acqua antistante le due isole. L´area protetta comprende tre zone: la più interna è la Riserva Integrale, dove l´accesso è consentito solo in maniera molto limitata e per scopi scientifici. Abbiamo poi la Riserva Generale, dove è consentito l´accesso umano senza che però questo alteri l´ambiente e si limiti solo a determinate aree. C´è infine la Riserva Parziale, dove sono ammesse tutte le attività compatibili con la preservazione dell´ambiente, compresa la pesca. Prima di mettersi in navigazione per le acque di Ventotene, si consiglia, dunque, di tenere presenti queste restrizioni perché la zona è molto sorvegliata e le multe salate...
Il consiglio
Un buon periodo per visitare Ventotene potrebbe essere quando cade la festività di Santa Candida, il 20 settembre: il paese è tutto addobbato da luminarie e si respira un´aria diversa, frizzante. è anche l´occasione per poter ascoltare uno dei cantanti di fama che di volta in volta vengono chiamati per concludere la serata.
Le cinque cose da non perdere
1.Bagno alla spiaggia di Cala Nave.
2.Escursione all´isolotto di Santo Stefano ed al suo carcere.
3.Passeggiata alle rovine romane di Punta Eolo.
4.Giro dell´isola via mare con bagno a Parata Grande.
5.Passeggiata naturalistica fino a Punta dell´Arco.
Santo Stefano
L´isola di Santo Stefano fa anch´essa parte del comune di Ventotene. Essa è l´isola più piccola dell´arcipelago Ponziano avendo una superficie di soli 0,3 kmq. Di forma ellittica e dal perimetro di circa due chilometri, l´isola risulta oggi disabitata dopo aver ospitato fino al 1965 uno dei carceri più famosi d´Italia. Prende il nome da un antico convento dedicato a Santo Stefano che nel XVIII secolo dovette fare spazio all´imponente ergastolo voluto da Ferdinando IV di Borbone. L´ingegnere Francesco Carpi ideò una struttura molto complessa e inedita: si tratta di un fabbricato, disposto su tre piani e comprendente 99 celle, che circonda un cortile al centro del quale vi era una cappella esagonale dalla quale le guardie potevano controllare i detenuti, le cui celle tutte si aprivano verso il cortile. Ogni cella misurava 4,5 x 4,30 metri e aveva anguste finestre poste molto in alto per non permettere ai detenuti di ammirare il mare. Carcere di massima sicurezza e tristemente famoso per la sua durezza, vi morirono migliaia di detenuti, ospitò molti dissidenti politici sia durante il periodo borbonico che durante il Ventennio fascista. Dopo la sua chiusura, il carcere è diventato un´attrazione per i turisti che dalla vicina Ventotene lo possono raggiungere in pochi minuti grazie ai tour organizzati dalle cooperative di barcaioli locali.
