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La storia di Ventotene


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Le origini

L´isola di Ventotene si formò circa un milione e duecentomila anni fa in seguito a una serie di eruzioni vulcaniche che ne caratterizzarono la natura tufacea delle rocce. Le tracce più antiche della presenza umana risalgono al XVII secolo a.C. e ci testimoniano di un piccolo insediamento composto essenzialmente di capanne.

L'epoca imperiale

La fama di Ventotene crebbe in epoca imperiale quando l´isola divenne luogo d´esilio per patrizi caduti in disgrazia; l´ospite più illustre di quegli anni fu certamente Giulia, dissoluta figlia di Augusto che fu mandata a vivere nella splendida villa isolana per nascondere la sua sconveniente condotta di vita. Proprio in quegli anni cominciò l´interessante sviluppo edilizio dell´isola con lo sfruttamento delle rocce tufacee che risultavano molto facilmente scavabili e modellabili. Fu così creato il porto, completamente scavato nel blocco di roccia che digradava verso il mare: un bacino molto sicuro perché protetto naturalmente da una ampia parete rocciosa. Furono create allo stesso modo cisterne, peschiere, depositi, rifugi e soprattutto una maestosa villa imperiale che ospitava di volta in volta i nobili mandati al confino.

L'insediamento dei Borbone

Alla caduta dell´Impero Romano la maggior parte di queste strutture furono abbandonate al degrado perché la popolazione lasciò l´isola in seguito alle incursioni dei corsari. Ventotene restò disabitata per diversi secoli fino a quando i Borbone di Napoli non ne presero a cuore le sorti e pian piano ne favorirono il popolamento trasferendovi diverse famiglie di Ischia. I Borbone favorirono anche la costruzione di nuove strutture quali l´odierno porto, la chiesa di Santa Candida, il Castello e il carcere sulla vicina Santo Stefano.

Importanti vicende storiche

E proprio a Santo Stefano sono legate importanti vicende storiche. Ferdinando IV di Borbone fece edificare l´Ergastolo nel 1795 dall´architetto Francesco Carpi che lo ideò con la struttura di un panottico e secondo il principio del "dominio della mente sull´altra mente" che consisteva nel fatto che le celle, essendo aperte sul centro del cortile, erano sempre sotto il controllo dell´anonimo secondino che si nascondeva dietro le garitte che si trovavano proprio nel centro del  cortile: in questo modo il detenuto non sapeva mai se era spiato e questo dubbio ne tormentava l´intimità. Nel carcere, che rimase aperto fino al 1965, furono rinchiusi assassini come l´anarchico Bresci, l´uccisore di re Umberto I di Savoia, ma anche dissidenti politici quali Luigi Settembrini, nel periodo borbonico, e Sandro Pertini e Giorgio Amendola, in epoca fascista. Nel 1941 Ventotene diede il suo nome al Manifesto redatto da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, ivi confinati dal regime fascista, nel quale si chiedeva l´unione dei paesi europei: si tratta di uno dei primi documenti in cui si parla di comunità europea e rappresenterà lo spunto per la successione formazione dell´Unione Europea. Finita la Seconda Guerra Mondiale, l´isola ha mantenuto i caratteri di isola di pescatori per diversi anni fino a quando alla fine del XX secolo è diventata un´apprezzata località turistica. 

Antonio Castagliuolo

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