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Una costa caratterizzata da numerose scogliere
Sorrento, pur essendo località di mare, presenta poche spiagge: la sua costa è però caratterizzata da numerose scogliere sulle quali sono state costruite delle pedane che ospitano ombrelloni, sdraio e scalette per scendere in acqua. Questi caratteristici punti di balneazione sono collegati mediante scale o ascensori agli hotel che li sormontano e ne rappresentano la discesa a mare privata.
Il sedile Dominova
Altra particolarità è legata al monumento simbolo di Sorrento, il sedile Dominova, cupolone sotto il quale nel XVI secolo si riunivano i nobili per prendere le decisioni sulla vita socio - politica della città; oggi sotto questa cupola si riuniscono solo i pensionati per giocare a carte; la decisione più importante riguarda, dunque, quale asso eventualmente giocare...
Il consiglio
Addentrarsi nei vicoletti che contraddistinguono la parte vecchia di Sorrento, la zona più caratteristica, e, all´ombra dei palazzi storici, dedicarsi allo shopping nei piccoli e caratteristici bazar. D´obbligo, poi, il pranzo a base di gnocchi alla sorrentina, il piatto tipico della città, e la degustazione del limoncello, che secondo la tradizione locale è stato inventato proprio a Sorrento.
Le cinque cose da non perdere
1.Il belvedere della Villa Comunale con panorama sul golfo di Napoli.
2.Il sedile Dominova, nel cuore della parte greco-romana della città.
3.Il limoncello.
4.Gli gnocchi alla sorrentina, specialità culinaria della zona.
5.Il Museo Correale di Terranova con le sue preziose intarsiature e porcellane.
Il Duomo di Sorrento
L´edificio risale probabilmente al I secolo ma fu riedificato nel XV secolo quando fu adibito a sede cattedrale cittadina; la chiesa, dedicata ai santi Filippo e Giacomo, ha subito nel corso dei secoli varie trasformazioni che hanno riguardato soprattutto la facciata, rifatta totalmente nel 1924 con nuovi paramenti marmorei. Davanti alla facciata spiccano il pronao che si regge su due colonne romane recuperate da scavi della zona, e il portale laterale, uno dei pochi pezzi antichi originali, in quanto datato 1478, e recante gli stemmi degli Aragona, di papa Sisto IV e del vescovo locale De Angelis. L´interno, cui si accede attraverso una porta decorata da 12 pannelli di legno intarsiati eseguita nel 1989, è a pianta latina ed è suddiviso in tre navate da una serie di 14 pilastri. Le due navate laterali sono coperte da cupolette, mentre il soffitto di quella centrale è ricoperto da due notevoli tele dipinte con motivi floreali che a loro volta incorniciano altre tele dipinte da Orazio e Nicola Malinconico e da Giacomo Del Po. Ampia e variegata la presenza di arredo sacro tra cui spicca, nella prima cappella a destra, il fonte battesimale nel quale fu battezzato Torquato Tasso. Degni di menzione sono, poi, nella zona del transetto, il Crocifisso ligneo risalente al XV secolo, e, nel Presbiterio, il Coro ligneo, tipico esempio della produzione locale di tarsie lignee. Dalla parte di strada opposta al Duomo ci si può immettere, attraverso via Giuliani, nella antica città Greco-Romana che si sviluppa verso ovest ed è delimitata a nord da via degli Aranci e a sud dal costone a strapiombo sul mare.
La basilica di Sant´Antonino
La chiesa dedicata al patrono di Sorrento sorge nel luogo in cui a partire dal IX secolo esisteva l´oratorio costruito sul sepolcro del santo; il suo aspetto odierno è dato da una serie di rimaneggiamenti, l´ultimo dei quali le ha dato le attuali forme barocche. Attraverso un atrio, che presenta un bel portale retto da due colonne e sormontato da una lunetta con affresco di Sant´Antonino, si accede all´interno suddiviso in tre navate da 12 colonne marmoree di spoglio collegate tra loro mediante arcate a tutto sesto. Notevole è il soffitto della navata centrale con vasta tela dipinta da Giovan Bernardo Lama, mentre nella zona del transetto spiccano due belle tele opera di Giacomo dal Po. Attraverso scale in marmo poste alla fine delle navate laterali si può scendere nella ampia cripta, completamente rifatta nel 1753: nei suoi ambienti, retti da possenti colonne di spoglio, sono conservati preziosi arredi sacri e il sepolcro di Sant´Antonino nella zona dell´altare maggiore. Prima di uscire dalla chiesa, da non perdere è il Presepe conservato nella sagrestia che presenta pregevoli pastori settecenteschi. Lasciata la chiesa di Sant´Antonino si può proseguire attraverso via De Maio per piazza Tasso dove ci si immette in via Correale, la strada che comincia proprio davanti la chiesa di Santa Maria del Carmine.
La zona moderna della città
Attraverso via Correale si accede alla zona moderna della città, caratterizzata dalle moderne costruzioni frutto della speculazione edilizia che ha coinvolto la città a partire dagli anni '50 del Novecento; il cuore di questa parte di Sorrento è piazza Angelina Lauro, cui via Correale conduce, aperta negli anni '80 attorno ad una vasta aiuola che ricorda in minima parte il verde che caratterizzava la zona prima delle costruzioni degli ultimi anni. Nei paraggi, alla fine di via Correale, sorge il Museo Correale di Terranova, scrigno ricco di bellezze artistiche di ogni genere, soprattutto quelle legate al mondo delle arti minori.
Il Museo Correale di Terranova
Nell´elegante palazzo appartenuto ad una delle famiglie più antiche ed insigni di Sorrento, sono conservati un gran numero di oggetti preziosi: incontriamo, infatti, i tipici mobili intarsiati fabbricati in città, maioliche provenienti da tutto il mondo, marmi, vasi, una straordinaria collezione di orologi, le famosissime porcellane di Capodimonte, alcuni dipinti della Scuola di Posillipo e, infine, una collezione dei tipici merletti campani. Lasciato il museo, attraverso via Capasso, si può raggiungere Corso Italia e da qui ritornare nel cuore della città, a piazza Tasso.
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