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La storia di Sorrento


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il duomo di sorrento

Le origini

Sorrento con ogni probabilità fu fondata dai Greci di Calcide nel VI secolo a.C.; ben presto, però, finì sotto l´influenza di Siracusa che nel V secolo occupò questa zona in seguito alla sua vittoriosa guerra contro gli Etruschi. Dopo il breve intermezzo siracusano, la città fu controllata dalle popolazioni italiche della zona e quindi prima dagli Oschi e poi dai Sanniti, che la persero al termine delle guerre sannitiche a vantaggio di Roma.

La Lega Nucerina

Questo passaggio fu traumatico perché Sorrento aderì alla Lega Nucerina che si opponeva alla conquista della Campania da parte dei Romani: l´episodio le causò forti ritorsioni da parte dei nuovi dominatori che intesero punirla duramente per l´affronto subito.

L´ostilità verso Roma

L´ostilità verso Roma fu uno dei tratti caratterizzanti di Sorrento per larga parte del periodo repubblicano: durante la seconda guerra Punica, infatti, la città non esitò a consegnarsi ad Annibale; ma anche nella guerra sociale Sorrento si schierò con gli Italici contro Roma. Nonostante tutti questi episodi di insubordinazione, Sorrento fu sempre graziata, forse a causa delle sue bellezze naturali e della sua posizione panoramica sul golfo di Napoli: i generali e i nobili romani, nel periodo imperiale, fecero a gara ad accaparrarsi terre in questa zona e vi costruirono meravigliose ville dove passare lunghi periodi di "otium".

La caduta dell´Impero Romano

Alla caduta dell´Impero Romano Sorrento fu occupata dai Goti, quindi dai Bizantini sotto i quali resistette fino al IX secolo; dopo un periodo di indipendenza, durante il quale dovette fronteggiare le minacce dei pirati saraceni e dei Longobardi, nel XII secolo entrò a far parte dei domini italici dei Normanni: da questo momento seguì le vicende storiche di Napoli passando agli Svevi, agli Angioini ed, infine, agli Aragonesi. In questi anni salì alla ribalta la famiglia dei Correale che ebbe in feudo la città per diversi anni. La scena politica di quegli anni non fu, comunque, occupata soltanto da questa famiglia: il dibattito era molto acceso e vi partecipavano vari gruppi nobiliari. Queste divisioni furono enfatizzate dalla costruzione di vari Sedili, sotto i quali si riunivano le diverse fazioni politiche locali. Sorrento, grazie a questi fermenti politici riuscì a godere di un certo rispetto da parte dei regnanti di Napoli e mantenne sempre una certa autonomia sia dal punto di vista amministrativo che commerciale.

L´influenza dei Vicerè spagnoli di stanza Napoli

Entrata sotto l´influenza dei Vicerè spagnoli di stanza Napoli, Sorrento tra il XV e il XVI secolo attraversò varie turbolenze legate alle continue incursioni saracene e ai conflitti con le città vicine. Questi eventi trasformarono anche l´aspetto della città che, nelle zone più vicine al mare, fu fortificata attraverso la costruzioni di torrette difensive.

La terra natale di Torquato Tasso

Nel 1544 Sorrento diede i natali ad uno dei più grandi poeti italiani, Torquato Tasso: si trattò di un evento casuale, dato che la famiglia di Tasso si trovava in Campania per un breve soggiorno.

La antica suddivisione in cardi e decumani

L´abitato conserva ancora la antica suddivisione in cardi e decumani con via Cesareo che fa da decumanus maximus e via Tasso cha fa cardo maximus; in questa fitta rete di stradine si svolge oggi la vita turistica locale: tra i vicoli ombreggiati, infatti, si aprono una miriade di negozietti di ogni genere, di bar, di ristoranti tipici, presi d´assalto dai turisti.

Il Sedile Dominova

Su via Cesareo si incontra il Sedile Dominova, il monumento più famoso di Sorrento: si tratta di un elegante edificio risalente al XV secolo con una ampia loggia quadrata aperta su due lati e sormontata da una imponente cupola maiolicata; la parte interna di questa cupola è decorata da interessanti affreschi settecenteschi raffiguranti architetture e gli stemmi delle famiglie che si riunivano sotto il Sedile. Questo edificio era uno dei due esistenti a Sorrento; l´altro, quello di Porta, si trova alla fine di via Cesareo ma risulta oggi inglobato in un edificio più moderno. I Sedili, a partire dal periodo angioino, ospitavano le due correnti in cui era divisa la nobiltà locale che amministrava la città.

La chiesa dei SS. Felice e Baccolo

Poco oltre il Sedile Dominova ci si può immettere in via Tasso lungo la quale si incrocia a sinistra, via San Nicola al cui inizio sorge la chiesa dei SS. Felice e Baccolo, più comunemente detta del SS Rosario: si tratta dell´edificio sacro più antico di Sorrento risalente probabilmente al IV secolo; edificio ad una navata con ampia abside, fu la cattedrale di Sorrento dal XII al XV secolo.

La casa di Cornelia Tasso

Poco più avanti si incontra la casa di Cornelia Tasso, con la facciata caratterizzata da un balcone retto da mensole scolpite e decorato da un medaglione. In questo edificio visse la sorella dell´autore della Gerusalemme Liberata; nel 1577 lo stesso Torquato, durante la sua fuga dalla corte di Ferrara, vi passò qualche mese.

Il Museo della Tarsia Lignea

Ancora qualche passo più avanti si trova il Museo della Tarsia Lignea che conserva al suo interno diversi manufatti locali che ci permettono di comprendere lo sviluppo di quest´arte a Sorrento dagli anni Trenta dell´Ottocento ad oggi.

La chiesa di San Paolo

Ritornati su via Tasso, poco oltre, sorge la chiesa di San Paolo, annessa all´omonimo monastero delle monache benedettine: è una chiesa risalente al IX secolo disposta su una navata con interni decorati da preziosi stucchi barocchi.

Marina Grande

Al termine di via Tasso ci si immette su via Vittorio Veneto; svoltando a sinistra si raggiunge piazza Vittoria e di qui si può scendere verso Marina Grande, bel borgo marinaro con spiagge, stabilimenti e ristoranti. Nei suoi pressi si può ammirare anche la Porta Greca, punto di accesso alla città risalente al periodo greco.

La chiesa di San Francesco

Se, al termine di via Tasso, invece, si svolta a destra ci si imbatte nella chiesa di San Francesco, che domina la piccola piazza Gargiulo, dove è presente una bella statua bronzea del santo. Si tratta di una chiesa settecentesca ornata da battenti lignei intagliati nel Cinquecento. Di rilievo è il vicino chiostro trecentesco con due lati caratterizzati da archi a tutto sesto e altri due lati, invece, caratterizzati da doppi archi intrecciati alla maniera araba; oggi questo luogo è sede di esposizioni ed è reso molto piacevole dalla presenza di piante e fiori.

La Villa Comunale

Annessa alla chiesa di San Francesco è la Villa Comunale, polmone verde della città ricco di lecci, palme e pini. Fu realizzata tra gli anni 1877 e 1879 e conserva al suo interno i busti di due illustri sorrentini: lo storico Bartolomeo Capasso e il magistrato Francesco Saverio Gargiulo. Quello che rende la Villa Comunale di grande interesse è, però, lo splendido panorama sul golfo di Napoli che vi si può godere, il posto ideale da dove scattare una bella foto ricordo. Da un punto della terrazza che affaccia sul mare si può anche scendere, attraverso una rampa di scale, a Marina Piccola dove si trova il porto.     

Piazza Sant´Antonino

Uscendo dalla villa e prendendo via San Francesco in breve tempo si raggiunge piazza Sant´Antonino abbellita da belle aiuole e dalla statua del santo. Questa bella piazza è delimitata dal Conservatorio di Santa Maria delle Grazie, parte di un complesso, comprendente pure chiesa e monastero, fatto costruire da Bernardina Donnorso nel XVI secolo, dal Palazzo Municipale, antico convento dei Teatini, e dalla basilica di Sant´Antonino.  

Altre vicende che caratterizzarono la storia sorrentina

Altre vicende drammatiche caratterizzarono la storia sorrentina nei secoli successivi: nel 1648 la città dovette subire un lungo assedio da parte dei rivoltosi di Piano e Massa che non avevano accettato il fatto che Sorrento si era schierata a favore degli Spagnoli durante la rivolta di Masaniello; fu una prova molto ardua per la città che fu liberata solo grazie all´intervento delle truppe governative spagnole. Nel 1799 Sorrento, invece, prese parte alla Repubblica Partenopea contro i regnanti borbonici: i combattimenti furono aspri ed interessarono anche le zone limitrofe. Ben presto però il fronte repubblicano si spaccò al suo interno ed emersero nuove forze reazionarie che favorirono il ritorno dei Borbone.

Una delle tappe del Grand Tour in Italia

Intanto la città era divenuta una delle tappe del Grand Tour in Italia, cominciando quel percorso che la avrebbe portata nel XX secolo ad essere una delle località turistiche più conosciute al mondo.

Il grande tenore Enrico Caruso

La sua fama fu senza dubbio accresciuta dalla figura del grande tenore Enrico Caruso che frequentò spesso gli hotel sorrentini e cantò Sorrento nella celebre "Torna a Surriento", vero inno della città.

Uno dei luoghi di vacanza più frequentati d´Italia

Oggi Sorrento è uno dei luoghi di vacanza più frequentati d´Italia, meta molto amata soprattutto dai cittadini statunitensi, ancora memori della figura di Caruso, molto popolare negli States.

Antonio Castagliuolo

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