|
|
|
Una storia strettamente legata a quella della vicina Ischia
La vicenda storica procidana risulta strettamente legata a quella della vicina Ischia. Comuni sono le origini vulcaniche e i tempi di formazione; comune è la natura tufacea delle rocce che le compongono, con le rocce di Procida dalle tonalità giallastre rispetto alle verdi di Ischia; comune è l´appartenenza alla zona vulcanica dei Campi Flegrei; comuni, infine, sono le vicende storiche più moderne, che hanno visto le due isole sottostare alle stesse famiglie nobili e agli stessi governi nazionali.
I primi insediamenti umani
Le più antiche tracce di presenza umana sono state trovate sull´isolotto di Vivara dove sono emersi resti archeologici risalenti al XV secolo a.C.: si tratterebbe delle vestigia di un insediamento miceneo, utilizzato come punto strategico dalla flotta greca per i suoi traffici in questa zona del Mediterraneo. Nel VII secolo a.C. l´isola visse, come Ischia, la colonizzazione calcidese e divenne, dunque, importante scalo per il traffico di manufatti tra l´Italia e la Grecia.
L'epoca romana
In epoca romana l´isola si trasformò in località turistica ante litteram ospitando alcune lussuose ville di nobili che avevano scelto la sua natura incontaminata per passare le loro giornate di riposo.
Il periodo medievale
A partire dal periodo medievale l´isola ha visto le sue sorti legate a tre importanti famiglie aristocratiche che ne hanno retto il governo. Dapprima il feudo isolano è stato controllato dai da Procida, famiglia locale resa celebre da Giovanni, uno dei fautori dei famosi Vespri Siciliani (1282), moto insurrezionale che liberò la Sicilia e per qualche tempo anche Ischia e Procida dal dominio angioino.
Anni di sviluppo e prosperità
Superato il periodo turbolento legato ai Vespri e ritornati gli Angioini, Procida fu retta dalla famiglia ischitana dei Cossa che ne avevano acquistata la signoria proprio dai da Procida. Furono anni di sviluppo e prosperità nei quali si posero le basi della fiorente tradizione marinaresca dell´isola. Alla metà del Cinquecento il feudo procidano passò sotto il dominio dei d´Avalos, famiglia di origini aragonesi che aveva seguito e supportato nelle sue conquiste Alfonso d´Aragona che nel 1442 aveva preso il regno di Napoli subentrando agli angioini. Come la vicina Ischia, in questi anni Procida dovette fronteggiare i continui assalti dei pirati saraceni che saccheggiavano le sue coste: a quegli anni risalgono le torrette di avvistamento e difesa che ancora oggi si possono ammirare lungo la costa procidana e che per anni costituirono l´unica speranza di difesa contro le razzie piratesche.
I primi anni del dominio borbonico
La situazione generale dell´isola migliorò con i primi anni del dominio borbonico negli anni Trenta del Settecento quando Carlo di Borbone mise Procida tra i beni direttamente controllati dalla corona e la trasformò in un´immensa riserva di caccia ad uso dei re. Ma anche l´economia isolana trasse beneficio dall´avvento dei Borbone in quanto essi avevano favorito l´apertura di grandi cantieri navali nei quali si producevano un gran numero di imbarcazioni. Grazie a questa fiorente attività la popolazione locale aumentò in maniera esponenziale fino a raggiungere e superare le 15000 unità.
Il periodo legato all´epopea napoleonica
Nel periodo turbolento legato all´epopea napoleonica, Procida fu occupata e bombardata a più riprese dagli inglesi che intendevano riportarla sotto il controllo borbonico dopo che l´isola aveva aderito alla Repubblica Napoletana, controllata dai francesi. La restaurazione borbonica fu, allora, dura e colpì in maniera indiscriminata la popolazione che da quel momento cominciò a manifestare insofferenza nei confronti della casa regnante.
Procida entra a far parte dello Stato Italiano
Le vicende risorgimentali furono così seguite con grande attenzione dalla popolazione locale che aderì con grande entusiasmo al nuovo progetto unitario dei Savoia. A partire dal 1860, dunque, Procida entra a far parte dello Stato Italiano: oggi è un comune della provincia di Napoli, mentre dal punto di vista religioso fa riferimento alla diocesi di Ischia.
Gli ultimi articoli
Celebrazione della Settimana Santa a Procida
|
La Pasqua sull'isola di Procida
|
Il Premio Graziella
|
La Sagra del vino
|
