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Arte, Cultura e Tradizioni ad Amalfi


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quadro dedicato ad amalfi

Il periodo della Repubblica Marinara

Il periodo d´oro di Amalfi, quello della Repubblica Marinara, ha condizionato anche le tradizioni e l´aspetto della città. Risalgono a quel tempo, infatti, la maggior parte dei monumenti e degli eventi folkloristici.

Una città ricca di opere d´arte

Oggi l´arredo urbano della città mostra, negli edifici più antichi, le tracce di quella architettura mediterranea arabo-normanna che ha caratterizzato i secoli IX e X. La floridezza dei mercanti amalfitani rese possibile fare di Amalfi una città ricca di opere d´arte: è emblematica la presenza, su tutti i moderni libri di storia dell´arte, del Duomo locale come simbolo dell´architettura di quel periodo: i suoi ambienti, i suoi arredi sacri, le sue particolarità sono descritte e illustrate in maniera esauriente, segno questo della sua importanza e della sua preziosità.

Il Museo Diocesano

Il piccolo Museo Diocesano allestito nei suoi ambienti raccoglie preziosi marmi di epoca romana e medievale tra i quali spiccano alcuni resti della facciata originaria del Duomo, oltre ai tanti oggetti di arredo sacro che nel corso dei secoli furono utilizzati nella cattedrale. La visita al complesso del Duomo non può che terminare con la Cripta alla quale si accede attraverso la chiesa del Crocifisso. Si tratta di una struttura, risalente al 1253 e rinnovata nel 1719, che si dispone su due navate con pareti rivestite da preziosi marmi e la volta abbellita da stucchi. L´altare principale ospita la grande statua bronzea di Sant´Andrea e le sue reliquie provenienti da Costantinopoli, legate al celebre miracolo di sant´Andrea che si compie ogni anno il 30 novembre.

Il Museo della Carta ed il Museo Civico

Da piazza Duomo si può prendere via Genova e successivamente via Capuano, le arterie che attraversano tutta Amalfi e che conducono alla zona periferica della Valle dei Mulini, immersa tra gli agrumeti e le cascate che alimentavano le antiche cartiere amalfitane. Nel Palazzo Pagliara c´è la sede del Museo della Carta che testimonia dell´attività che aveva reso famosi gli amalfitani in tutta Europa. Se, invece, si decide di restare nelle zone del Duomo si può passeggiare verso piazza Municipio, con il palazzo che, oltre ad ospitare gli uffici comunali, è sede del Museo Civico. Qui sono conservati importanti reperti storici tra i quali spicca la Tabula Amalphitana, reperto di epoca normanna (XI-XII secolo), il codice che conteneva le leggi marittime e le consuetudini della Repubblica Marinara di Amalfi.    

L'Hotel Luna

Il Municipio si affaccia su Corso Roma, arteria stradale che conduce alla cinquecentesca Torre di Amalfi, antica vedetta di controllo e oggi dependance del famoso Hotel Luna che domina questo lato di costa amalfitana. Ricavato dagli ambienti del vecchio convento di San Francesco, questo panoramico hotel ospitò nel 1879 il drammaturgo norvegese Henrik Ibsen che ivi compose la sua famosa opera "Casa di Bambola".

La Regata Storica

Probabilmente risale a quegli anni di splendore anche la tradizione delle Cartiere di Amalfi: una fiorente industria manifatturiera che ben presto raggiunse risultati di grande qualità. C´e una zona di Amalfi chiamata Valle dei Mulini proprio per la presenza, in passato, di un gran numero di mulini che servivano per la lavorazione della bambagina, la carta realizzata con i ritagli di cenci: un luogo magico, dove emerge l´ecletticità del popolo amalfitano, non dedito esclusivamente alle attività marinare, ma capace anche di emergere e primeggiare in attività "terrestri". Tra le tradizioni amalfitane, quella che maggiormente sembra legata al passato glorioso di Repubblica Marinara è senza dubbio la Regata Storica, gara navale organizzata ogni quattro anni ad Amalfi nella terza domenica di giugno. Si tratta di una kermesse in abiti storici alla quale partecipano le quattro Repubbliche Marinare e quindi, oltre ad Amalfi, Genova, Pisa e Venezia. Nello specchio di mare antistante il porto di Amalfi le quattro imbarcazioni, che recano sulla prua il simbolo dell´antica Repubblica, si danno gara tra ali di barche e davanti alla tribunetta che viene allestita sullo spiazzo del porto.

Il percorso delle barche

Le bellissime barche devono percorrere a remi 2000 metri di percorso: si tratta di imbarcazioni di 11 metri di lunghezza e 8 quintali di peso, abbellite con gli stemmi e i colori delle antiche Repubbliche Marinare. Amalfi presenta il Cavallo alato e il drappo di colore azzurro; Genova il Drago alato di San Giorgio e il drappo bianco; Pisa l´Aquila imperiale e il drappo rosso; Venezia il leone di San Marco e il drappo Verde. La gara, ideata nel 1940 dal pisano Mirro Chiaverini, si tiene a turno in una città diversa e l´ultima volta che è stata organizzata ad Amalfi è stato nel 2005: nel 2009 sarà, dunque, di nuovo il suo turno.

Altri eventi legati al folklore

Oltre alla Regata Storica, Amalfi presenta altri eventi legati al folklore che si tengono con scadenza annuale. Il 13 giugno cade la festa di Sant´Antonio da Padova con la processione organizzata dai pescatori che parte dal Convento di San Francesco e, via mare, arriva alla spiaggia della vicina Atrani. Il 27 giugno, invece, si commemora il miracolo di Sant´Andrea avvenuto nel 1544, quando il santo salvò la città dai pirati. La festività ha il suo momento clou quando i pescatori corrono per i ripidi gradini del Duomo con il busto del santo sulle spalle tra ali di altri pescatori che gettano sulla statua del pesce fresco. A settembre si svolge una manifestazione che ha a che fare con il prodotto tipico più importante di Amalfi, il limone: si tratta di una sagra che esalta le qualità del limone locale e quindi la sua buccia spessa detta pane, ingrediente fondamentale per la preparazione del limoncello e dei dolci locali. Il 30 novembre cade la festa del Santo Patrono di Amalfi, Sant´Andrea; i grandi festeggiamenti organizzati in suo onore vertono attorno al miracolo del Santo che consiste nel fatto che dalla sua tomba, conservata nella cripta del Duomo, viene fuori una sostanza oleosa detta manna. Se tale evento non si verifica, la popolazione lo legge come un segno di collera da parte del Santo e si prevedono disgrazie. Il periodo natalizio è caratterizzato dalla costruzione di scenografici presepi in molte parti della città: quello più particolare viene senza dubbio allestito nella vicina grotta dello Smeraldo dove il giorno del 26 dicembre i sub si immergono e fanno nascere il Bambino nelle limpide acque della grotta.

Antonio Castagliuolo

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