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La storia di Ponza

panorama ponza

La prima popolazione

Ponza è stata abitata fin dal Neolitico: lo testimonia il ritrovamento, avvenuto qualche anno fa, di reperti archeologici risalenti a quell´età. La prima popolazione organizzata che occupò l´isola fu quella dei Volsci a cui succedettero i Romani che a partire dal 313 a.C. colonizzarono Ponza rendendola da un lato località di villeggiatura e dall´altro luogo di confino per i dissidenti politici e i martiri cristiani. I resti di cisterne, ville, acquedotti risalenti a quel periodo testimoniano della presenza di una colonia molto ben organizzata e anche discretamente popolata.

Un rifugio per comunità religiose

La caduta dell´Impero Romano causò uno spopolamento sostanziale dell´isola che divenne per lo più rifugio per comunità religiose perseguitate in terraferma: nel VI secolo il Papa Silverio trascorse tra Ponza e Palmarola gli ultimi anni della sua vita; questo episodio lo rese molto popolare nella zona tanto che oggi è il patrono di Ponza. Seguirono anni molto difficili, caratterizzati dalla continua minaccia dei pirati Saraceni che a più riprese contesero il possesso dell´isola ai Greci di Napoli.

Sempre più comunità monastiche

Intanto, sull´isola sorgevano sempre più comunità monastiche che assicuravano alla popolazione locale supporto morale ma anche economico grazie alle loro attività agricole e manuali che garantivano floridezza all´economia locale. A partire dal XIII secolo l´isola seguì le vicende storiche del Regno di Napoli e fu, quindi, sotto il controllo Angioino, Aragonese e, infine, dei Vicerè spagnoli.

Il momento più difficile della storia ponzese

Il XV secolo rappresenta il momento più difficile della storia ponzese: in seguito alle incursioni dei corsari l´isola fu progressivamente abbandonata anche dai monaci e alla metà del secolo non rimasero che 30 abitanti. Sempre in quegli anni, a causa di una serie di contese dinastiche, l´isola passò sotto il controllo dei Farnese di Parma che, spazzate le ultime resistenze spagnole, insediarono sull´isola un loro governatore al quale chiesero di impegnarsi per ripopolarla.

La ripresa con re Carlo di Borbone

L´impresa non riuscì e l´isola continuò ad ospitare un numero davvero esiguo di abitanti; con l´estinzione della famiglia Farnese tutti i loro possedimenti andarono al nuovo re di Napoli Carlo di Borbone che ereditò anche Ponza e questa fu una fortuna per l´isola perché i Borbone ne presero a cuore le sorti e, oltre a ripopolarla costringendo molti ischitani ad emigrarvi, costruirono varie strutture quali il porto a forma di emiciclo, il palazzo del governatore, che ancora oggi ospita la sede del Municipio, e la chiesa del Santo patrono. Artefici principali di queste opere architettoniche, che rivoluzionarono l´aspetto ancora selvaggio dell´isola, furono Antonio Winspeare, Ufficiale del Genio, e l´ingegnere Francesco Carpi. L´isola sembrò risorgere e ritornare agli antichi splendori di epoca romana; di quel periodo conservò, però, anche il carattere di luogo di reclusione tanto e vero che fu costruito un carcere nella zona del porto. Questo carcere fu molto utilizzato dai Borbone, insieme a quello di Ventotene, per richiudervi gli oppositori politici che avevano partecipato prima ai moti rivoluzionari del 1799 e poi ai moti risorgimentali.

Sotto il controllo dello stato italiano

E proprio al Risorgimento è legata la vicenda dei fratelli Pisacane che proprio da Ponza partirono per la loro spedizione di Sapri contro i sovrani borbonici. Con l´unificazione d´Italia l´isola passò sotto il controllo dello stato italiano ma conservò ancora per qualche anno il suo carattere di isola di confino soprattutto durante il Ventennio fascista, quando sull´isola venivano confinati i dissidenti politici.Per ironia della sorte anche Mussolini, nel 1943, passò pochi giorni di reclusione nel carcere ponzese prima di essere trasferito al Gran Sasso.

Oggi è una località turistica molto apprezzata

Con la fine della guerra, Ponza si è definitivamente trasformata in località turistica molto apprezzata per il suo mare fantastico e per i suoi panorami mozzafiato. Oggi molti personaggi del jet-set ne frequentano le ville e le acque in cerca di tranquillità e privacy.  

Antonio Castagliuolo

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